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Le Associazioni in audizione alle Commissioni Agricoltura e Ambiente

Comunicato stampa  Udine, 12 febbraio 2014

Le Associazioni ambientaliste in audizione alle Commissioni Agricoltura e Ambiente del Consiglio regionale:

contro gli OGM serve una moratoria immediata e un rilancio delle colture di qualità tipiche e biologiche

Legambiente, AIAB, WWF, AProBio e ISDE sono intervenute, su invito dei presidenti delle Commissioni 2° e 4° del Consiglio regionale ad un’audizione sul regolamento di coesistenza preparato dalla Direzione dell’Agricoltura.

Pur esprimendo molti dubbi sull’efficacia del testo proposto, quale utile strumento per regolamentare la coesistenza tra colture Ogm e colture convenzionali e biologiche, il portavoce delle Associazioni, Gottardo di Legambiente, intervenendo ha sostenuto che le misure regolamentari proposte vanno decisamente rafforzate ed ha ricordato i gravi danni che deriverebbero all’agricoltura regionale se venissero definitivamente ammessi a coltivazione semi Ogm; infatti, già ora l’immagine dell’agricoltura regionale è minacciata, dopo il caso aflatossine nel latte di un anno fa, proprio dall’annuncio di ampie semine Ogm in primavera.

 

Cosa direbbero i consumatori friulani e italiani e mondiali se solo sapessero che i maiali allevati per il prosciutto di S. Daniele o le vacche che danno il buon Montasio sono nutriti con mangimi Ogm?

Di fronte ad un’agricoltura bio e ogm free che aumenta i propri guadagni di anno in anno, esportando qualità e made in Italy in tutto il mondo, di fronte a una Politica Agricola Comunitaria e ad un Piano di Sviluppo Rurale che chiedono un cambio di passo rilevante verso produzioni sostenibili per un’agricoltura conservativa, come si fa a proporre trucchi tecnologici vecchi ed obsoleti (perché tali sono gli Ogm) spacciandoli per la novità salvifica dei redditi agricoli?

Nell’audizione, Gottardo, a nome delle Associazioni, ha spiegato perché, proprio per evitare i rischi di cui sopra e rilanciare l’immagine del prodotto agricolo del Friuli Venezia Giulia, occorre fare urgentemente una moratoria che solo l’invio alla Commissione Europea del proposto regolamento può rendere possibile; e perché occorre un provvedimento nazionale urgente che modifichi il decreto interministeriale di luglio 2013 inserendovi le necessarie sanzioni; e perché occorra utilizzare il semestre italiano di presidenza per modificare la Direttiva 18/2001 per aggiungere, a quelli sulla salute e sull’ambiente, anche i criteri socio-economici tra quelli utilizzabili dagli Stati per dire no agli OGM.

Il tutto in vista dell’EXPO 2015, ormai alle porte, che sarà la vetrina del food italiano e della nostra agricoltura verso tutto il mondo.

Coltivando Ogm, pensiamo di fare un buon servizio all’agricoltura italiana?

Le Associazioni AIBA, APROBIO, ISDE, LEGAMBIENTE FVG, WWF