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100 MORTI ALL’ANNO SULLE STRADE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

100 morti all'anno sulle strade del FVGTrieste, 13 novembre 2015 comunicato stampa

FIAB, Legambiente e Uisp chiedono interventi per tutelare gli utenti deboli

Muoversi in città sta diventando sempre più pericoloso a causa della presenza eccessiva di traffico motorizzato che satura gli spazi e rende le strade meno sicure per tutti, soprattutto per pedoni e ciclisti.

Gli ultimi dati Aci-Istat relativi agli incidenti stradali del 2014¹ mostrano che in ambito urbano in Italia si concentrano il 75,5% degli incidenti e il 44,5% dei morti con un incremento della mortalità del +5,4% rispetto al 2013. Tornano a crescere il numero delle vittime tra i pedoni (578 morti, +4,9% rispetto al 2013) e i ciclisti (273 morti, +8,8% rispetto al 2013). Fra chi viene coinvolto in un incidente chi è in bicirischia la vitail doppiodi chi è in macchina e chi è a piediaddirittura il quadruplo.

Quanto alla geografia degli incidenti la classifica delle regioni più mortali vede il Friuli Venezia Giulia²al terzo posto dietro solo a Valle d’Aosta e Molise con il dato dei morti ogni 100.000 abitanti di 8,1 (la media italiana è di 5,5) e cento morti nel 2014, con un aumento del 20,5% del numero di morti rispetto al dato dell’anno precedente.

Questi dati mostrano l’importanza e l’urgenza di continuare ad investire nel Friuli Venezia Giulia sulla sicurezza stradale, in particolare nelle città e a tutela degli utenti deboli. In questa direzione è andato il bando regionale sulle zone 30 aperto questa primavera che ha destinato un milione di euro per progetti di zone 30. FIAB, Legambiente e Uispchiedono al Consiglio regionale e alla Giunta Serracchiani di dare continuità a questo impegno inserendo nella prossima finanziaria regionale una somma almeno pari a quella messa a disposizione lo scorso anno per realizzare interventi di moderazione alla velocità e di messa in sicurezza dei percorsi casa-scuola. Le associazioni ricordano che farlo oltre a ridurre la pericolosità delle città avrebbe ricadute positive sulla spesa sanitaria, nella promozione della mobilità sostenibile e nella crescita dell’autonomia tra i bambini e ragazzi.

Anche nelle città del Friuli Venezia Giulia il limite di 30 chilometri orari in ambito urbano, già adottato da città come Reggio Emilia, Treviso e Vicenza, deve diventare la regola, mentre il limite di 50 deve essere l’eccezione per le principali arterie di scorrimento. Questa misura ha portato dove è stata applicata il dimezzamento degli incidenti (la minor velocità diminuisce lo spazio di frenata ed aumenta il cono visivo) e una drastica riduzione di quelli gravi e mortali (un impatto tra un’auto e un pedone a 50 km/h ha l’80% di probabilità di essere mortale, a 30km/h il 15%).

per info e contatti: Federico Zadnich – 3701306804

¹ www.istat.it/it/archivio/172481

² www.istat.it/it/archivio/173252