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I pastini di Trieste alla mercè della speculazione edilizia?

Legambiente      Italia Nostra      Comitato Rio Martesin

Trieste, 5 luglio 2012

Legambiente, Italia Nostra e Comitato Rio Martesin: “I pastini  in Comune di Trieste
alla mercé della speculazione edilizia?”

(sintesi della conferenza stampa di giovedì 5 luglio 2012)

Rischiano di essere abbandonati alla mercé della speculazione edilizia i terrazzamenti (pastini) che caratterizzano il territorio Triestino, sia lungo la fascia costiera, sia in molte zone collinari della periferia cittadina.
Lo denunciano Legambiente, Italia Nostra ed il Comitato di Rio Martesin, che oggi in una conferenza stampa hanno puntato il dito contro la Giunta comunale. Quest’ultima ha avviato infatti, il 21 maggio scorso, l’iter di una variante al piano regolatore, per modificare l’art. 18 delle Norme di Attuazione dello stesso piano. Si tratta della norma, introdotta con la variante 66 del 1997, che prevede la tutela dei pastini nelle aree di vincolo paesaggistico ed ambientale.

Anche in virtù di tale norma, su ricorso di alcuni cittadini di Rio Martesin, nel dicembre 2010 il Consiglio di Stato annullò le concessioni edilizie rilasciate dal Comune, per la costruzione di alcuni condomini al posto dei pastini esistenti nella zona.
La modifica dell’art. 18 prevista nella delibera è clamorosamente contraddittoria, hanno sottolineato gli ambientalisti, poiché al comma 4 prescrive il mantenimento dell’andamento plani-altimetrico dei pastini, mentre al comma 7 ammette che “Nel realizzare edifici, strade, parcheggi e impianti tecnologici (cioè qualsiasi cosa … NdR), possono essere apportate modifiche plani-altimetriche ai pastini in corrispondenza del sedime delle stesse.”
Sconcerta gli ambientalisti anche il fatto che la modifica dell’art. 18 venga proposta “nelle more dell’adozione del nuovo PRGC”, che dovrà essere adottato entro l’autunno 2013.
“Perché tanta urgenza?” si chiedono Legambiente, Italia Nostra e Comitato Rio Martesin “e perché la totale assenza di pubblicità su questa delibera? Neppure i consiglieri comunali di opposizione sembrano essersene accorti….”
In realtà, secondo gli ambientalisti, la modifica dell’art. 18, così come prevista dalla Giunta, da un lato avrebbe l’effetto di permettere alle ditte che avevano presentato i progetti per i condomini in Rio Martesin, di realizzarli, dall’altro aprirebbe anche ad altre ditte, in altre zone dichiarate edificabili dal piano regolatore e caratterizzate dai pastini, di costruire edifici ed infrastrutture modificando l’andamento plani-altimetrico e quindi distruggendo la morfologia originale dei pastini stessi.
“Verrebbero così traditi” è la conclusione ”lo spirito e la lettera delle sentenza del Consiglio di Stato e le aspettative dei cittadini che si erano battuti per ottenerla”.
Legambiente, Italia Nostra e Comitato Rio Martesin chiedono perciò che la Giunta ritiri la variante per l’art. 18 e che l’intera questione della tutela dei pastini venga affrontata “seriamente e sulla base di una seria ricognizione della situazione, all’interno del nuovo piano regolatore, con l’obiettivo di un’effettiva tutela di questi importanti manufatti”.
Inoltre , in merito a quanto dichiarato nel Rapporto Preliminare Ambientale della variante, si chiede uno studio meno superficiale che non liquidi sommariamente il disturbo all’ambiente e la potenziale riduzione della diversità biologica come “irrilevante”, mancando come detto sopra una precisa individuazione dei pastini, che evidenzi la correlazione o la non correlazione tra le aree a pastino e gli habitat e gli areali delle specie, di cui alle Direttive europee sopra citate, evidenziando anche quali specie possano subire o non subire impatti negativi
Il prof. Livio Poldini, docente emerito di ecologia vegetale all’Università di Trieste e sostenitore della battaglia dei cittadini di Rio Martesin, ha illustrato  quindi la grande valenza paesaggistica e naturalistica dei pastini nell’area triestina, denunciando a sua volta il grave ritardo culturale da parte dei tecnici e degli amministratori pubblici, per quanto concerne la salvaguardia di testimonianze culturali come i manufatti (i pastini stessi, ma anche i muretti a secco, ecc.) che svolgono anche importanti funzioni ambientali.

Recapiti:

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