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Fermiamo il taglio degli alberi (in città, ma anche sui monti)!

Fermiamo il taglio degli alberi (in città, ma anche sui monti)!

Tuglia-Cjampizzulon:

Fermiamo il taglio degli alberi!

Ne succedono di cose strane in questo periodo. Mentre le Amministrazioni di alcune città (pensiamo ai casi della pineta di Cattinara a Trieste, del parco del vecchio Ospedale di Gorizia e dei tigli di Pordenone, contro il cui abbattimento si sono mobilitate migliaia di persone) pare abbiano atteso proprio questi giorni di caldo torrido per confermare o procedere al taglio di piante, anche “storiche”, che forniscono ossigeno e un po’ di refrigerio ai residenti, qualcosa di altrettanto illogico sta avvenendo sulle nostre montagne.
I lavori per la costruzione della contestata camionabile che coinvolge sei Comuni tra la Val Pesarina ed il Cadore – ripresi, con rilevanti sbancamenti, all’inizio dell’estate dal versante di Cima Sappada – sono giunti ormai nella zona di Malga Tuglia. E’ qui, lungo il bellissimo sentiero- mulattiera, che è iniziato l’abbattimento di piante per fare posto alla nuova viabilità. Nel bosco di conifere che confina con i pascoli della malga, come documentano le foto, è già stato aperto un varco di 15-20 metri di larghezza, ma il peggio deve ancora arrivare. Procedendo verso i ruderi di Casera Campiut di Sopra ed il Rifugio Cjampizzulon è previsto, infatti, il taglio di decine e decine di piante, in particolare larici. Nonostante la partecipata “camminata della consapevolezza e della conoscenza”; svoltasi il 24 giugno scorso, nonostante il percorso sia stato successivamente interessato da un impressionante distacco dalla cima del Monte Pleros, nonostante le relazioni critiche di tre geologi e le richieste avanzate dal Comitato “Salviamo i sentieri CAI 227-228” per la modifica del progetto e lo stop ai lavori, la risposta dei Sindaci e degli amministratori della Comunità di Montagna della Carnia non lascia spazio a ripensamenti.
Eppure, se anche loro ammettono che in zona “le frane sono frequenti”, ci devono spiegare come si possa garantire maggiore sicurezza all’itinerario procedendo all’abbattimento di decine e decine di alberi che svolgono una riconosciuta funzione di protezione. Non è un caso che i nostri vecchi abbiano individuato su questi versanti numerosi “boschi banditi”.
Nei prossimi giorni è previsto l’annuncio di una nuova iniziativa per fermare questo “scempio ambientale”, un’infrastruttura che Legambiente indicava, con l’assegnazione di una “Bandiera Nera” già nell’estate del 2020, come inutile e devastante.