M’illumino di meno “borderless” | 16 Febbraio 2025 – Villesse
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Legambiente Gorizia APS invita tutta la cittadinanza e le istituzioni della città, che quest’anno insieme a Nova Gorica è Capitale europea della Cultura, ad aderire alla campagna, lanciata dalla trasmissione radiofonica di Rai 2 Caterpillar nel 2005 in coincidenza con l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto contro il surriscaldamento globale e intitolata “M’illumino dimeno”, titolo ispirato ai celebri versi del poeta Giuseppe Ungaretti “M’illumino/D’immenso”.
Di cosa si tratta? Semplicemente di spegnere per qualche ora le lampadine, interne ed esterne, d’illuminazione degli edifici ed anche, se possibile, le luci “spia” dei vari elettrodomestici.
Ricordiamo che nel corso degli anni numerosissimi sono stati gli aderenti; nel 2024 anche il palazzo del Quirinale, residenza ufficiale del presidente della Repubblica Italiana, è stato illuminato di meno. Quest’anno speriamo che i cittadini e le istituzioni di Gorizia vogliano seguire il buon esempio del presidente Sergio Mattarella e del Comune di Gorizia, che negli anni scorsi ha spento le lampadine del castello. Speriamo altresì che la campagna “m’illumino di meno” quest’anno diventi “borderless”, con l’adesione dei Comuni di Nova Gorica e Šempeter/Vrtojba, degli organizzatori della Capitale europea della Cultura e del GECT (Gruppo Europeo di Collaborazione Territoriale – Gorizia/Nova Gorica/Šempeter/Vrtojba).
Con questo piccolo gesto, oltre a ridurre, seppur di poco, la propria bolletta energetica, soprattutto se le lampadine sono quelle a “LED” di nuova generazione, si testimonierà il proprio impegno a favore del risparmio energetico, fondamentale per cercare di contenere il surriscaldamento del nostro pianeta, causa di sempre più numerosi, frequenti e gravi eventi climatici estremi.
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➜ Quest’anno m’illumino di meno va veloce e va di moda
La ormai consolidata iniziativa proposta da Caterpillar e Radio2, giunta alla sua ventunesima edizione, quest’anno tratta il tema della moda.
Come riferisce l’Agenzia europea dell’ambiente “negli ultimi 20 anni, il tempo di utilizzo degli abiti è diminuito del 36%, con una media di sette/otto utilizzi per ciascun capo”. Oggigiorno vi è infatti la tendenza a comprare abiti a pochi euro e buttarli dopo averli indossati soltanto una manciata di volte. Ma che impatto ha tutto ciò sulla nostra vita, sul pianeta, su milioni di persone che lavorano nella produzione tessile in condizioni di miseria? Se ne parlerà domenica 16 febbraio dalle ore 18.00 a Villesse presso l’androne di palazzo Ghersiach. Saranno in primo luogo le volontarie di Legambiente Gorizia ad illustrare il tema della cosiddetta fast fashion, la moda usa e getta, e degli impatti negativi che questo fenomeno ha sull’ambiente e sulla salute e il benessere delle persone.
Seguirà la presentazione e l’inaugurazione di una mostra a tema dal titolo “Fast fashion? Rallenta!” che resterà aperta presso la sala mostre di palazzo Ghersiach ogni giorno dal 20 al 23 febbraio dalle 09:30 alle 12:00. La mostra verrà allestita con tutti gli elaborati realizzati durante i laboratori proposti nelle prime settimane di febbraio a vari gruppi di persone di diverse fasce d’età: per i più piccoli in Biblioteca verranno proposte delle letture e un laboratorio di riuso creativo di vecchi indumenti; ai ragazzi più grandi del gruppo parrocchiale verrà affidato il compito di realizzare un’esposizione fotografica relativa agli impatti della fast fashion mentre il gruppo “Lavori in corso”, costituito da concittadine diversamente giovani, esporrà una collezione di manufatti, ognuno corredato dalla propria personalissima storia. Ci sarà inoltre lo spazio per l’esposizione di alcune opere di artisti locali realizzate tramite il recupero di tessuti.
Infine, come ogni anno, il 16 febbraio a Villesse verranno simbolicamente spente le luci del centro per un paio d’ore, con il consueto invito a spegnere per un po’ le luci di casa e cenare a lume di candela al quale invito, quest’anno, si aggiungerà anche quello di cambiare le nostre abitudini in favore dell’acquisto di capi d’abbigliamento più durevoli, del riuso e della riparazione degli abiti nell’ottica di contrastare lo spreco.