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Le proposte di Legambiente per le aree industriali e galleria Bombi.

Comunicato stampa

In merito alla questione della Galleria Bombi, Legambiente Gorizia, pensa che potrebbe essere una possibile soluzione proporre, oltre che ad un passaggio ciclo-pedonale sicuro, anche un apposito autobus navetta gratuito, magari di quelli mini ed ecologici (a metano od elettrici), che passando da Casa Rossa e dal parcheggio di Via Giustiniani si sposti in piazza e quindi in Corso rientrando a Casa Rossa da via Alviano. Una piccola linea circolare da attivare magari sperimentalmente nelle ore di punta e che secondo noi potrebbe in parte sopperire al problema parcheggi garantendo una connessione funzionale tra parcheggi e Piazza Vittoria oltre che con tutto il centro storico.

 

In merito alla proposta avanzata di un possibile ‘censimento delle aree produttive’ Legambiente non può che essere favorevole se il fine è un saggio uso del territorio. L’idea di una altro polo industriale/artigianale tra Lucinico e Mossa, lungo la SS 56bis è di per se stesso assurdo considerando la gran quantità di spazi già disponibili in città e considerando che si andrebbe ancora una volta ad intaccare una delle migliori aree agricole, anche dal punto di vista paesaggistico. Solo l’ex cotonificio di Piedimonte, che ci pare al momento sostanzialmente vuoto, può mettere a disposizione oltre 9000 mq di spazio e con una vastissima area retrostante edificabile, altro spazio è ancora disponibile per l’area industriale di S. Andrea, e senza considerare che a Montesanto sono a disposizione ancora numerosi spazi nell’area artigianale costruita, con opere di urbanizzazione primaria già pronte. Ora che ci si accinge anche ad edificare in quel che resta della “campagna di S. Pietro” con la costruzione del centro commerciale siamo preoccupati per quel poco di campagna, intesa come area rurale, e in una città che potrebbe avvantaggiarsi non da poco con il turismo, rischiamo di perdere qual poco che è rimasto. Il territorio è un bene prezioso, sia perché fisicamente finito, pertanto qualsiasi sua utilizzazione va ponderata attentamente, sia perché ad esso sono legati storia cultura tradizioni. Secondo Legambiente manca totalmente una politica organica e coerente con i principi di sviluppo sostenibile di gestione del territorio, che permetterebbe di realizzare le strutture effettivamente necessarie all’economia sfruttando il territorio stesso in maniera razionale.