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Capitozzati gli alberi di via Manzoni!

Comunicato stampa

L’altra settimana, appena terminata la “festa degli alberi” organizzata dal Comune, non abbiamo potuto non notare l’altra “festa” che il Comune, o chi per lui, ha organizzato agli alberi di via Manzoni. Per l’ennesima volta è stato attuato quello scempio che in termine tecnico si chiama “capitozzatura” e che consiste nell’eliminazione totale dei rami della chioma degli alberi lasciando soltanto il fusto. Un intervento che per altro ha suscitato le ire di un cittadino che ha affisso una lettera di protesta anonima sugli alberi devastati (qui in allegato).

 

Ora, basterebbe un po di buon senso per capire che tale tecnica è deleteria. Ma vogliamo sgombrare il campo da ogni dubbio nella speranza che chi di dovere recepisca il messaggio. La capitozzatura è una tecnica che andrebbe applicata solo in caso di gravissimi traumi ad apparato radicale o al fusto, anche se è sempre meglio privilegiare una potatura molto spinta piuttosto che la totale eliminazione dei rami. L’applicazione fuori da queste condizioni diviene devastante per la pianta, innanzitutto per ragioni fisiologiche, poiché si azzera l’apparato fogliare, che, come si impara fin dalle elementari serve a produrre mediante la fotosintesi zuccheri ed altre sostanze necessarie alla sopravvivenza e alla crescita, costringendo invece l’albero a ricorrere alle sostanze di riserva e creando quindi uno stato di stress fisiologico significativo e di generale deperimento della pianta. Non solo, ma le superfici dove è avvenuto il taglio diventano facilmente punti di ingresso di patologie quali le carie che si diffondono, oltre che per contatto fra radici di piante differenti, anche per diffusione anemofila (vento) e che una volta entrate nella pianta la colonizzano degradandone i tessuti legnosi e compromettendone la stabilità. Altro effetto deleterio è che eliminati i rami principali, la pianta pur di far sviluppare un nuovo apparato fogliare, privilegia le gemme laterali, che sviluppandosi con vigore e molto velocemente daranno origine a rami sottili ed esili, detti succhioni, poco stabili perché male ancorati alla struttura legnosa del tronco. Del resto è la stessa Società Internazionale di Arboricoltura (I.S.A.) ad affermare chiaramente come la capitozzatura sia la tecnica di potatura più dannosa in assoluto! Speriamo che queste argomentazioni siano convincenti…

E con questo concludiamo che una città come Gorizia con un rapporto così alto di verde per abitante, e che vorrebbe fregiarsi ancora oggi del titolo di “città giardino”, deve dotarsi di un Piano per il Verde; ovvero un strumento programmatico e di indirizzo con lo scopo di garantire una coerente e organica gestione del verde (nella sua accezione più vasta) consentendo di: mantenerlo nel tempo, svilupparlo, e di ridurne le spese di gestione/manutenzione; obiettivo, quest’ultimo, imprescindibile vista la scarsità di risorse economiche, e vista la volontà comune di garantire un elevata qualità del verde urbano.