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Goletta Verde a Grado

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Goletta Verde di Legambiente presenta lo stato di salute del mare e delle coste in Friuli Venezia Giulia

Inquinate e gravemente inquinate le foci dei fiumi e gli scarichi campionati dai biologi di Legambiente: 5 i punti critici rilevati

Nel 2010 sono state 306 le infrazioni accertate ai danni del mare e dei litorali regionali: 2,7 violazioni per km di costa

Sono 5 i punti critici emersi in Friuli Venezia Giulia dal monitoraggio effettuato dal laboratorio mobile di Legambiente, due dei quali risultati fortemente inquinati. Sotto accusa foci dei fiumi, canali e scarichi a mare non depurati. Nello scorso anno sono state 306 le infrazioni accertate ai danni del mare e dei litorali regionali, praticamente 2,7 violazioni per kmq di costa contro una media nazionale di 1,6. Per sanare questa situazione occorrono interventi repentini ed immediati, non solo per ridurre la possibilità di rischio sanitario per i cittadini ma anche per continuare a garantire la qualità ecologica del territorio.

Questo in sintesi è quanto emerso oggi in conferenza stampa a Grado dal monitoraggio scientifico di Goletta Verde, la popolare campagna itinerante di Legambiente, che ogni estate solca il mare italiano per monitorarne la qualità delle acque e dei litorali, realizzata anche grazie al contributo del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, di  Corepla, Consorzio Ecogas e Novamont. Ad illustrare i dettagli della istantanea scattata dai tecnici di Legambiente sul livello di inquinamento  microbiologico delle acque regionali, questa mattina erano presenti Massimo Serafini, portavoce di Goletta Verde, Edoardo Maricchio, Sindaco di Grado, Lino Santoro, comitato scientifico Legambiente Friuli Venezia Giulia, Luisella Milani, Osservatorio Alto Adriatico ARPA FVG e Michele Tonzar, Legambiente Friuli Venezia Giulia.

Grazie alle analisi realizzate dai biologi di Legambiente, anche in Friuli Venezia Giulia è stato possibile realizzare un’istantanea che riporta l’apporto del carico batterico che arriva in mare da fiumi e scarichi, zone per definizione interdette alla balneazione, ma primo indicatore dei problemi legati alla depurazione. L’istantanea di Goletta Verde, quindi, non vuole quindi sostituirsi ai monitoraggi che costantemente e durante tutto l’arco dell’anno vengono condotti dalle autorità competenti.

Il campionamento effettuato nella Foce Isonzo – presso località Casoni – Punta Sdobba, comune di Grado ha indicato la presenza di acque inquinate. Continua l’emergenza foci nel territorio provinciale di Udine, dove, in seguito ai campionamenti messi a punto dai nostri biologi, sono stati messi in evidenza altri due punti critici. Il primo, che ricade nel comune di Precenicco, è stato rilevato presso la Foce stella – Sterpo del Moro e il secondo presso la Foce Ausa – Corno in fondo a via Fermi nel territorio comunale di San Giorgio Di Nogaro. Entrambi i siti sono stati classificati come inquinati.

Nel territorio provinciale di Trieste, il problema sembra persistere in maniera ancor più pressante in quanto, i due campionamenti eseguiti dai tecnici di Goletta Verde, hanno segnalato acque fortemente inquinate. Il prelievo svolto nel territorio comunale di Duino, presso la Foce canale del porto, in località Villaggio del pescatore, riporta valori batteriologi doppi rispetto ai parametri consentiti per legge. Stessi guai nel comune di Muggia. Anche qui acque fortemente inquinate, prelevate presso lo sbocco di un canale sotterraneo in di Via Manzoni all’altezza del parcheggio sotterraneo.

“Purtroppo la fotografia scattata dalla Goletta Verde non rappresenta una novità– esordisce Michele Tonzar, di Legambiente Friuli Venezia Giulia. Del resto, i risultati delle analisi di quest’anno, non differiscono troppo da quelle dell’anno passato, a testimonianza del fatto, che qui in Friuli siamo ancora lontani dal sanare definitivamente l’annosa questione della depurazione. A tal proposito, la nostra posizione è chiara, bisogna quanto prima estendere a tutti i cittadini il servizio di rete fognaria e monitorare attentamente l’emergenza foci per ridurre non solo il rischio sanitario, ma anche e soprattutto per continuare a garantire la qualità ecologica del territorio. Parimenti, frenare le colate di cemento nei comuni costieri è un’altra priorità imprescindibile per ridurre il progressivo consumo di suolo e dare un futuro al turismo sostenibile della nostra regione. Bisogna invertire la tendenza che vede nella quantità la chiave dello sviluppo, vogliamo invece puntare sulla qualità e sulla tutela del territorio”.

“Anche in Friuli Venezia Giulia non possiamo che evidenziare la situazione di inquinamento causata da alcune foci, indice di una mancata depurazione nell’entroterra, e da scarichi fognari non a norma o abusivi – dichiara Massimo Serafini, portavoce di Goletta Verde -. Un problema che purtroppo accomuna l’Italia intera.  E’ dal 1998 che il nostro Paese avrebbe dovuto mettersi in regola con i sistemi di depurazione delle acque reflue, come richiede la Direttiva Europea 1991/271/CE ma, ad oggi, la copertura del servizio in Italia arriva appena al 70% degli abitanti, lasciando una ampia parte della popolazione sprovvista di sistemi adeguati di trattamento delle acque. Il termine ultimo per adeguarsi – continua Serafini – era stato fissato a fine Dicembre 2005, ma a molti anni di distanza il “Belpaese” si ritrova con un sistema ancora deficitario e con l’ennesima procedura d’infrazione europea aperta a suo carico. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta Ufficiale europea del 29 gennaio 2011 sono 168 i Comuni che non si sono ancora conformati alla direttiva europea per il corretto trattamento dei reflui urbani. Oltre il danno economico dovuto all’infrazione, ci sono poi le gravi conseguenze ambientali e sanitarie: questa situazione incresciosa riguarda anche cinque comuni del Friuli Venezia Giulia, censiti dalla Commissione Europea, che si affiancano ad altri abitati non ancora allacciati alla rete di fognatura e depurazione che scaricano abusivamente nell’ambiente. Chiediamo pertanto alle autorità competenti di intervenire quanto prima per sanare queste situazioni”.

La conferenza stampa di presentazione dei dati sulla qualità delle acque costiere nella nostra Regione è stata preceduta da un incontro pubblico, venerdì 12 agosto alle ore 18.00 presso l’Area Conferenze dal titolo “Quale futuro per Grado? Salvaguardia della sua unicità o corsa all’omologazione?”, utile per mettere in luce i pesanti interventi di edificazione che sono previsti sull’isola… 1.000.000 di nuovi metri cubi!!!!

Il programma degli eventi in FVG

Gli eventi organizzati per la campagna di Goletta in FVG sono stati realizzati in collaborazione con il Comune di Grado, la Provincia di Gorizia, Grado Impianti Turistici.

Quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è Main Partner principale della storica campagna estiva di Legambiente. “La difesa dell’ambiente, e del mare in particolare, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega il presidente del COOU Paolo Tomasi. L’olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. “Se eliminato in modo scorretto – continua Tomasi – questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in mare inquinano una superficie grande come un campo di calcio”. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. Lo scorso anno nella Regione Friuli Venezia Giulia il Consorzio ha raccolto 4.350 tonnellate di oli lubrificanti usati: 1.918 nella provincia di Udine, 1.162 a Pordenone, 793 a Trieste e 477 a Gorizia.
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