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Edilizia colabrodo, eppure in classe “A” si vive meglio

TermografiaAnche quest’anno la campagna di Legambiente che analizza l’efficienza energetica degli edifici, denominata “Tutti in classe A“, evidenzia quanto l’edilizia anche di recente realizzazione non sempre rispetta le più elementari regole costruttive per il contenimento dei consumi energetici e nemmeno le normative.

Le termografie della campagna 2012 che ha interessato ventuno città italiane, sono impietose e non lasciano margini alle interpretazioni: grandi edifici pubblici e singole abitazioni, costruiti senza considerare le dispersioni termiche, si dimostrano dei veri “colabrodi” in termini energetici, comportando costi di gestione elevatissimi e fornendo un benessere abitativo modesto.

La radiografia aggiornata del nostro patrimonio edilizio, che l’associazione diffonde oggi in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente e che sarà esposta a Perugia a partire dal 7 giugno nell’ambito di Festarch, il festival internazionale dell’architettura di Perugia, segnala sia esperienze positive sia criticità evidenti, come quelle di edifici di recente costruzione ma nate già “vecchie”.

I consumi energetici dell’edilizia rappresentano in Italia il 53% per l’elettricità ed il 35% dell’utilizzo totale di energia. Sono valori importanti che indicano l’assoluta necessità d’intervento su questo fronte, anche la direttiva europea 2002/91 da indicazioni stringenti in tale senso: dal 1 gennaio 2021 tutti i nuovi edifici, sia pubblici sia privati, dovranno essere neutri in termini di energia consumata, si dovranno cioè utilizzare energie prodotte solamente da fonti rinnovabili e nella quantità minima possibile.

L’analisi termografica ha riservato interessanti sorprese nella nostra città: si va da un ottimo esempio di abitazione singola, sita in via Lumignacco e realizzata nel 2010, che dimostra tutta la validità della certificazione “A Gold”, presentando dispersioni ridottissime, ad una inefficienza significativa per gli edifici di via Castions di Strada realizzati nel recente 2006. Si passa dal condominio di via del Tiglio del 2010, un efficiente “Classe B”, ai “disperdenti” condomini di via Colloredo degli anni ’70, passando per gli uffici dell’INPS o dell’Agenzia delle entrate sita in via Morpurgo, anch’essi degli anni’70, non in grado di contenere l’energia termica.

In un periodo dove la crisi economica del settore immobiliare è marcata, risulta poco lungimirante preoccuparsi di realizzare nuovi edifici, magari non rispondenti ai criteri del basso consumo energetico, e non si approfitti delle prospettive di sviluppo per l’intero comparto offerte dalla possibilità di interventi migliorativi sull’edilizia esistente.

Diventa quindi essenziale una indicazione chiara da parte di governo, regioni e comuni in merito alla possibilità di riqualificare gli edifici esistenti, promuovendo tale tipo di intervento. Si otterrebbe così il duplice vantaggio di ridurre i consumi/sprechi energetici, limitando nel contempo il consumo di suolo per nuove edificazioni. Tutto ciò mantenendo o migliorando il benessere abitativo.

 

Scarica il dossier “Tutti in classeA 2012”

Gianni Pezzarini
Referente Energia
Legambiente FVG – Onlus