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Il futuro incerto della centrale Termoelettrica di Monfalcone

Monfalcone, 26 settembre 2012

 

Legambiente: sul futuro della centrale termoelettrica, Comune e A2a si impegnino a fare chiarezza

La centrale elettrica di A2A vive un momento d’incertezza, doppiamente dannoso, poiché da un lato non offre certezze occupazionali ai lavoratori, dall’altra rende sempre più problematica la gestione ambientale della centrale stessa.

In successive occasioni abbiamo letto un po’ di tutto sulla stampa locale e ne abbiamo tratto la conclusione che la confusione regna sovrana. Manca, a nostro avviso, un quadro realistico ed esplicativo chiaro, che né il Comune né A2a hanno contribuito a creare.

 

Provando a mettere ordine nella vicenda, possiamo individuare un quadro locale ed uno più generale che fa riferimento allo scenario energetico italiano e internazionale.

Relativamente al quadro locale, sgombrando il campo dalle ipotesi più o meno fantasiose, di concreto abbiamo:

  • La dismissione delle due sezioni ad olio combustibile (640 Megawatt) entro marzo 2013

  • Un protocollo del luglio 2004, sottoscritto tra Regione FVG, Provincia di Gorizia, Comune di Monfalcone e dall’allora proprietario dell’impianto, Endesa, in parte realizzato, in parte disatteso, al momento attuale sicuramente obsoleto e da riprogettare.

  • Un Tavolo Tecnico Ambientale, allo studio del Comune, che, da alcune anticipazioni, sembra molto distante dall’essere una cosa utile

Spostandoci sul piano generale, da quel che si sa, si può sostenere che:

  • Poco dopo il suo insediamento alla guida della centrale TE, A2a ha presentato un’ipotesi di sostituzione delle due sezioni a carbone (336 Megawatt) con una sezione, sempre a carbone, da 400 Megawatt, più efficiente, complessivamente meno inquinante delle due sezioni attuali

  • Relativamente all’utilizzo del gas, parecchie centrali turbogas in Italia, restano chiuse o funzionano a mezzo servizio, perché poco competitive nei confronti di altre fonti (carbone, ma anche fotovoltaico)

  • La realizzazione di centrali TE di grossa taglia sono (per fortuna) sempre più il passato del mercato dell’energia, che oggi si basa su una richiesta locale, disponibile nell’immediato e flessibile nella fornitura

  • Il nuovo piano industriale di A2a relativo alle centrale TE di Monfalcone è ancora sconosciuto

A fronte di queste considerazioni, evitando isterismi da una parte (coloro che danno per certo scenari da Ilva di Taranto) e imbarazzanti silenzi dall’altra (Comune e A2a), Legambiente chiede al Sindaco di fare chiarezza sui contenuti del Tavolo Tecnico Ambientale e di sollecitare A2a a presentare la nuova proposta e ad A2a di formulare senza ulteriori indugi l’ipotesi per la centrale TE di Monfalcone, in modo da permettere ai soggetti interessati di poter esprimere, su elementi certi, le loro considerazioni.

Tanto per aggiungere un elemento di chiarezza, che sembra scontato, ma sul quale alcuni tentano di giocare, è evidente che un’ipotesi di riconversione a carbone dei due gruppi a olio combustibile sancirebbe la fine di ogni dialogo con A2a.

Circolo Greengang di Legambiente