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I candidati alla presidenza della Regione rispondono alle Associazioni ambientaliste

I candidati alla presidenza della Regione rispondono alle Associazioni ambientaliste

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Elezioni regionali: un voto per politiche ambientali che cambino il Friuli Venezia Giulia e aiutino la qualità della vita, la coesione sociale e una nuova economia sostenibile.

Pubblichiamo in allegato le risposte ad alcune domande che, insieme ad AIAB, CAI, Medici per l’Ambiente e Wwf, abbiamo rivolto ai candidati presidenti alle vicinissime elezioni regionali. Alcuni temi e alcune domande fra tante possibili sia per avere risposte puntuali ed impegnative, sia per capire se l’orizzonte della sostenibilità comincia ad essere nello sguardo della politica regionale. Ognuno/a potrà leggere e valutare, e magari decidere di approfondire la conoscenza dei programmi dei candidati. Anche noi cogliamo l’occasione per qualche valutazione.

Ci sembra indicativo che il Presidente uscente Tondo non ci abbia nemmeno risposto.

I cinque anni della Presidenza Tondo sono stati il periodo delle peggiori politiche territoriali ed ambientali che la nostra Regione abbia conosciuto, non a caso il turn-over degli assessori all’ambiente è stato costante, concluso con la nomina ad assessore all’ambiente di una cittadina del tutto ignota per esperienze e competenze, a cui ha corrisposto significativamente la salda continuità dell’assessore “alle grandi opere infrastrutturali”.

Nel corso delle giornate di ascolto della società regionale, realizzate dalla Giunta regionale a Paluzza nel dicembre 2011, il Presidente Tondo convocò anche un tavolo con le associazioni ambientaliste, che concluse affermando esplicitamente che non c’era alcun punto d’accordo fra la sua Giunta e le associazioni presenti.

Lo abbiamo ampiamente verificato prima e dopo quell’incontro:

  • nella legislazione priva di adeguate novità in materia, spesso frutto di estemporanei emendamenti in Aula consiliare che rispondevano a precisi progetti
  • nella politica di bilancio che non ha conosciuto politiche di investimento nei settori ambientali, nella qualità territoriale, nelle economie sostenibili. Valgano per tutti i tagli praticati senza scrupolo nei confronti delle aree protette
  • nelle procedure partecipate che hanno spesso volutamente escluso, come ad esempio la procedura del Piano di Governo del Territorio, l’associazionismo ed applicato disinvoltamente le previsioni delle Direttive comunitarie al riguardo
  • nelle scelte di ritenere che solo le grandi opere energetiche e trasportistiche possano essere necessarie e occasioni di crescita e di sviluppo, nella più completa mancanza di conoscenza del dibattito attuale sul risparmio e sulle energie rinnovabili, su altri modelli di economia, di mobilità e di stili di vita, se non di quelli ormai lontani ed irripetibili del boom economico degli anni 60.

Tutto ciò non è un pregiudizio ideologico o politico, ma è frutto di giudizi di merito, argomentati e disponibili in questo sito ogni volta che Legambiente si è espressa su atti di programmazione, legislativi, e su progetti del governo regionale.

Invece le risposte in particolare dei candidati della coalizione di centro sinistra, Debora Serracchiani, e del Movimento 5 stelle, Saverio Galluccio, così come i programmi presentati esprimono, nella diversità di storia ed esperienza dei diversi soggetti politici, un altro atteggiamento generale e una diversa considerazione verso le questioni della sostenibilità, e molti fra gli impegni e le proposte avanzate sono condivisibili o riconoscono battaglie e proposte delle stesse associazioni ambientaliste in questi anni.

Legambiente da sempre chiede anche alla politica ed alle istituzioni di adeguarsi e di far propri innovativi obiettivi di sostenibilità. Il voto è uno degli strumenti per aiutare la politica a cambiare. Usiamolo.