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Dalle grandi opere alle opere inutili, a cominciare dalla viabilità

COMUNICATO STAMPA
Udine, 31 maggio 2013

Positiva assunzione di impegni della Presidente Serracchiani per superare progetti contestati. Abrogare le leggi che hanno aiutato un’illusione ideologica

Il dibattito appena concluso dal Consiglio regionale sulle linee programmatiche della Presidente Serracchiani consegna un valore formale ad alcuni impegni dichiarati nella campagna elettorale.

Fra questi Legambiente FVG vuole sottolineare, con soddisfazione, quelli relativi alla sospensione delle procedure per il collegamento autostradale Cimpello-Sequals-Gemona e per il collegamento Manzano–Palmanova, che l’associazione ha contestato in questi anni, insieme a comitati ed enti locali, con osservazioni, convegni e varie iniziative. Altrettanto vale per la volontà di rivisitazione della variante di Dignano.

Al di là degli strumenti e delle motivazioni amministrative che consentiranno, ci si augura, di rinunciare a questi progetti, auspicabilmente senza ripetere le storie infinite del Ponte sullo Stretto che muore e rinasce ad ogni cambio di governo e continua a costare milioni senza che un mattone sia stato posato, resta la decisione di rinunciare a scelte progettuali e priorità che sembravano fare la differenza fra declino e futuro per la Regione.

A questo vanno aggiunte le dichiarazioni del commissario straordinario per la TAV Mestre-Trieste, Bortolo Mainardi, rese recentemente a conclusione dell’incontro con i Sindaci della Bassa friulana, per cui l’unica via praticabile nel futuro è il potenziamento dell’attuale tratta Venezia-Trieste e la TAV non è più all’orizzonte delle cose praticabili e realistiche. Un altro equivoco, ed una sbagliata e strumentale interpretazione di cosa sia un corridoio europeo di mobilità, fonte di conflitti per un decennio è così finito nel nulla.

Legambiente FVG si augura che stia finendo il tempo di questi “grandi progetti” di opere pubbliche gettate con demagogia e violenza sopra il territorio e le comunità locali. Che si apra un tempo nel quale sia possibile discutere per decidere quali siano le opere pubbliche prioritarie ed in grado di creare crescita sostenibile ed occupazione. Che ci sia l’applicazione delle procedure partecipative previste dalle direttive comunitarie e dal buon senso, per evitare – come nel caso della TAV – scontri ideologici e per ascoltare le parti sociali e le comunità locali, utilizzando anche l’opzione zero o la possibilità di cambiare strada cammin facendo.

Oltre alle scelte giuntali ed amministrative servono, infine, anche decisioni legislative. Legambiente invita, in particolare, ad abrogare quelle norme che hanno, negli anni passati, subordinato la pianificazione generale del territorio regionale alle scelte di creare corsie privilegiate per le grandi opere di viabilità. Non sono servite, come la moltiplicazione dei commissari, ad accelerare quasi niente e possono sempre costituire una tentazione per le scorciatoie.

Legambiente FVG