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Richiesta azzeramento progetto Rigassificatore-Zaule

WWF          Legambiente          Italia Nostra

Trieste-Udine,  12 agosto 2013

Rigassificatore di Trieste-Zaule. Gli ambientalisti: ”Regione, Provincia di Trieste, Comuni e Autorità Portuale chiedano uniti al Governo di azzerare il progetto.”

Serve un’azione congiunta di tutti gli enti locali, per chiedere al Governo l’”azzeramento” de progetto del rigassificatore, proposto da GasNatural a Trieste-Zaule.
Questo il succo di una nota inviata dalle principali associazioni ambientaliste del Friuli Venezia Giulia, WWF, Legambiente e Italia Nostra, alla presidente della Regione, a quella della Provincia di Trieste, ai sindaci di Trieste, Muggia e San Dorligo-Dolina, nonché alla presidente dell’Autorità portuale di Trieste.

A Serracchiani, Bassa Poropat, Cosolini, Nesladek, Premolin e Monassi le tre associazioni chiedono in particolare di segnalare ai Ministri ed ai Ministeri competenti (ambiente e beni culturali) la necessità di annullare il decreto VIA che nel 2009 – a firma Prestigiacomo e Bondi – dichiarò la “compatibilità ambientale” del progetto di GasNatural.

In un’articolata memoria giuridica, WWF, Legambiente e Italia Nostra rilevano tra l’altro che il 18 ottobre scadrà la “sospensione dell’efficacia” del decreto VIA del 2009, sospensione contenuta in un decreto dello scorso 18 aprile a firma degli allora Ministri Clini e Ornaghi.
“Nessuna delle due ipotesi contenute nel decreto Clini-Ornaghi – osservano gli ambientalisti – cioè la modifica delle previsioni del Piano Regolatore del Porto di Trieste, per renderlo compatibile con il rigassificatore, e l’individuazione di un nuovo sito per l’impianto da parte di GasNatural, si è verificata.”
GasNatural, infatti, è addirittura ricorsa al TAR contro il decreto di sospensione.

Di conseguenza, segnala la memoria delle tre associazioni, il 18 ottobre potrebbe riprendere piena efficacia il decreto VIA del 2009 e ripartire la procedura per il rilascio dell’autorizzazione unica alla costruzione del rigassificatore (che il Ministero dello Sviluppo Economico aveva sospeso a seguito del decreto Clini-Ornaghi). A quel punto, a sbarrare la strada a GasNatural rimarrebbero soltanto i ricorsi contro il decreto VIA presentati dagli ambientalisti e dai Comuni di Muggia e S. Dorligo-Dolina (cui si è affiancato l’anno scorso anche il Comune di Trieste).
“Molte cose sono cambiate, almeno in apparenza – continuano le tre associazioni – dal 2005, quando la vicenda ebbe inizio, in poi. Ci sono altri Ministri a Roma, a Trieste il sindaco Cosolini è contrario al rigassificatore, a differenza del predecessore Dipiazza, la presidente dell’Autorità portuale Monassi è pure contraria (mentre il predecessore Boniciolli era favorevole) e soprattutto c’è un’altra presidente della Regione, anch’essa contraria al progetto di GasNatural a differenza di Renzo Tondo.”

Tutti costoro hanno più volte espresso – singolarmente – posizioni contrarie all’impianto, in lettere, documenti e dichiarazioni ai media. “Occorre però – aggiungono le tre associazioni – che la contrarietà coralmente dichiarata da tutti gli enti locali giunga con forza ai Ministri ed ai Ministeri, accompagnata dalla richiesta di azzerare il decreto del 2009, unico punto di forza su cui può in realtà contare GasNatural. Per far ciò è opportuna un’azione concertata di questi enti nei confronti dei Ministri Orlando (ambiente) e Bray (beni culturali), ma anche di Zanonato (sviluppo economico).”

Gli ambientalisti rilevano infatti che, malgrado i cambiamenti al vertice, il Governo italiano ha continuato anche nei giorni scorsi a battersi per l’inserimento del progetto del rigassificatore di Zaule nell’elenco dei Progetti di infrastrutture energetiche di Interesse Comune (PCIs) a livello di Unione Europea, appoggiato in ciò da quello austriaco e con la sola opposizione di quello sloveno.
“Una questione di tale portata – concludono WWF, Legambiente e Italia Nostra – non deve però essere lasciata in balìa delle trattative (opache quant’altre mai) tra le diplomazie degli Stati, escludendo i rappresentanti del territorio coinvolto. Né si può pensare, come hanno fatto finora tutti i Governi succedutisi dal 2005 ad oggi, che scelte di tale portata vengano assunte sulla base di procedimenti autorizzativi raffazzonati e pieni di clamorose illegittimità, nella totale assenza di una pianificazione energetica valutata e discussa con i cittadini.”

Recapiti:

WWF FVG – via Rittmeyer 6, 34132 Trieste, e-mail:  friuliveneziagiulia@wwf.it
Legambiente FVG – via Leopardi 118, 33100 Udine, e-mail: info@legambientefvg.it
Italia Nostra Triste – via del Sale 4/b, 34121 Trieste, e-mail: trieste@italianostra.org