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Moto sui sentieri di montagna: perseverare è diabolico!

Motocavalcata Alpi CarnicheLegambiente contro la riproposizione della “Motocavalcata delle Alpi Carniche”

Se qualcuno ci chiedesse quali sono i prodotti gastronomici più caratteristici della montagna friulana, basterebbe una rapida riflessione per farci venire subito in mente gli ineguagliabili formaggi di malga, che concentrano i profumi e i sapori delle erbe e dei fiori dei nostri pascoli, o il prosciutto di Sauris, che stagiona dove l’aria è lontana dall’inquinamento delle città, oppure le nostre erbe spontanee, primo tra tutti il “radic di mont”.

Un po’ più difficile sarebbe provare ad immaginare a chi è venuta la bella idea che, per propagandare questi prodotti, sia necessario portare nei luoghi in cui si producono e crescono, cioè in alta montagna, centinaia di motociclette con i loro gas di scarico.

Eppure non solo qualcuno pensa di fare un turismo intelligente e lungimirante in questo discutibile modo, ma ci sono addirittura amministrazioni locali ed enti regionali pronti a patrocinare l’iniziativa mettendo a disposizione il loro “marchio”, come sembra sia accaduto con quello dello “Zoncolan” e di “Turismo FVG”.

 

Stiamo parlando, per chi non lo avesse ancora capito, della nuova edizione della “Motocavalcata delle Alpi Carniche”, manifestazione che ha già creato vari problemi in passato, sollevando la protesta di centinaia di appassionati della montagna, tanto da meritare la “bandiera nera” assegnata da Legambiente nel 2012.

 

Non contenti di danneggiare sentieri e calpestare la flora, quest’anno gli organizzatori hanno pensato di inserire nel loro percorso di oltre 130 chilometri di lunghezza (che verrà ripetuto due volte) anche il passaggio all’interno di aree SIC, con la curiosa motivazione che non verranno attraversate “aree di particolare pregio, né tanto meno sottoposte a vincoli”.

In allegato le “osservazioni” presentate dal circolo Legambiente della Carnia.