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Presentati i risultati sul monitoraggio delle microplastiche di Goletta dei Laghi nel fiume Isonzo

Quattro i punti monitorati: due sul tratto Sloveno e due su quello italiano. A Stracis (Gorizia) il maggior numero di particelle per metro cubo d’acqua

Legambiente: “I risultati indicano una concentrazione di particelle per metro cubo d’acqua relativamente bassa, dati che pero’ devono essere approfonditi”

Nel 2019 la Goletta dei Laghi di Legambiente ha effettuato per la prima volta dei campionamenti per valutare la presenza di microplastiche sul Fiume Isonzo.

Lo scorso anno infatti grazie alla collaborazione con ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) è stato realizzato per il quinto anno consecutivo, il monitoraggio sulla presenza di microplastiche nelle acque di tredici laghi e del Fiume Isonzo.

Il monitoraggio è stato eseguito in quattro punti del fiume, dalla sorgente alla foce, da un team di tecnici e volontari di Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute dei bacini lacustri e dei fiumi italiani.

Dei quattro punti analizzati, due si trovano sul tratto Sloveno e due su quello italiano.

Nel punto più prossimo alla sorgente, presso Cal Coritenza (Kal-Koritnica in sloveno) nel Comune di Plezzo, è stata rilevata una media di particelle pari a 0,11 ogni metro cubo di acqua filtrata dalla rete manta. A Salcano (Solkan), presso il comune di Nova Gorica, sempre nel tratto sloveno dell’Isonzo, la media delle particelle rilevata è pari a 0,12 per metro cubo.
Per i tratti friulani: il campionamento in località Stracis di Gorizia ha rilevato una media di 0,14 particelle per metro cubo, mentre nell’ultimo tratto monitorato, presso il comune di Sagrado, è stata rilevata una media di 0,09 particelle per metro cubo di acqua filtrata.

La differenza rilevata tra il campione prelevato nel tratto più prossimo alla sorgente e quello di Stracis mostra un incremento del 30% di particelle per metro cubo, per poi diminuire nell’ultimo campionamento verso valle.

Non si può ancora valutare un trend di aumento o diminuzione da monte verso valle essendo un primo campionamento ma quest’anno il monitoraggio delle microplastiche sull’Isonzo verrà ripetuto. Ciò che possiamo dire è che i dati sono in linea con quanto rilevato nei fiumi nelle scorse campagne di Goletta dei Laghi.

A parlarne, nel corso del webinar organizzato dal Centro di Volontariato Internazionale di Udine dal nome “Utilizzo,consumo e qualità: quanto ne sai dell’acqua in FVG?” – e che ha visto tra gli altri la partecipazione dell’Università di Udine – il Presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia, Sandro Cargnelutti.

“È noto che l’80% dei rifiuti in mare proviene dalla terraferma – ha affermato Cargnelutti – non è ancora molto studiata invece la presenza delle microplastiche nelle acque interne e potabili e il contributo dei fiumi all’accumulo delle microplastiche negli ecosistemi marini. I primi risultati dei campionamenti effettuati dalla Goletta dei Laghi di Legambiente nel 2019 lungo il corso dell’Isonzo indicano una concentrazione di particelle per metro cubo d’acqua relativamente bassa, dati che pero’ devono essere approfonditi. Le microfibre, ad esempio, sono molto presenti nelle acque dolci perché non vengono trattenute dai filtri domestici e degli impianti di depurazione. Legambiente FVG manterrà relazioni sul tema sia con ARPA FVG sia con istituti scientifici sloveni. E naturalmente con Goletta dei Laghi”.

Nel rispetto delle restrizioni per il distanziamento fisico imposte dalla pandemia, la 15esima edizione di Goletta dei Laghi quest’anno sta vivendo di una formula inedita all’insegna della partecipazione attiva dei cittadini, con più spazio a citizen science e territorialità. La missione di Goletta dei Laghi resta però sempre quella di non abbassare la guardia sulla qualità delle acque e rilevare le principali fonti di criticità per gli ecosistemi lacustri: gli scarichi non depurati e inquinanti, la cementificazione delle coste, la captazione delle acque, l’incuria e l’emergenza rifiuti, in particolare l’invasione della plastica, che non riguarda soltanto mari e oceani, ma anche fiumi e laghi.

Partner di Goletta dei Laghi 2020 sono CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, e Novamont, azienda leader a livello internazionale nel settore delle bioplastiche e dei biochemicals. Media partner della campagna è invece La Nuova ecologia.

Anche per l’edizione 2020 il CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, affianca, in qualità di partner principale, le campagne estive di Legambiente, Goletta dei Laghi e Goletta Verde. Nel 2019 il CONOU ha provveduto in Lombardia alla raccolta di 44.562 tonnellate di olio lubrificante usato. L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che, se smaltito impropriamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Se gestito e rigenerato correttamente, può divenire una risorsa preziosa che torna a nuova vita sotto forma di basi lubrificanti.
«Preservare l’integrità degli ecosistemi acquatici è un obiettivo centrale per il CONOU, impegnato da 36 anni ad evitare che un rifiuto pericoloso come l’olio lubrificante usato possa danneggiare i nostri mari e laghi. Basti pensare che, dall’inizio della sua attività, il Consorzio ha salvato dall’inquinamento una superficie grande due volte il mar Mediterraneo” dichiara Paolo Tomasi, Presidente del CONOU.

 

Le microplastiche nelle acque interne

Le microplastiche rappresentano oggi un vero e proprio contaminante emergente, un inquinante ubiquitario, di difficile quantificazione e impossibile da rimuovere totalmente. Per comprendere il rischio ambientale associato alla loro presenza sono però necessari ulteriori dati di abbondanza, sulle fonti, su come migrano da un ambiente all’altro e sugli effetti biologici, soprattutto negli ecosistemi acquatici interni.

Legambiente, con la sua campagna Goletta dei Laghi e in collaborazione con Enea, dal 2016 sta portando avanti uno studio sulla presenza di microparticelle di plastica nei principali laghi e nei fiumi italiani. Uno studio esteso e unico, che ha provato la presenza di microplastiche in tutti i campioni analizzati e ha messo in evidenza il forte contributo degli scarichi urbani non adeguatamente depurati.

Ad oggi non esiste, però, un protocollo ufficiale e condiviso per il campionamento e l’analisi delle microplastiche nelle acque interne, una carenza a cui Legambiente ed Enea proveranno a dare un contributo con l’aiuto degli altri partner che partecipano al nuovo progetto Life Blue Lakes, nato proprio da questa esperienza.

Dal punto di vista della governance, è importante che si estenda anche per laghi e fiumi, il ruolo di indicatori della qualità delle acque alle microparticelle di plastica (nell’ambito dei monitoraggi effettuati per la direttiva Quadro sulle Acque, 2000/60), così come già avviene per i mari grazie alla direttiva Marine Strategy del 2008. Una lacuna che deve essere necessariamente colmata, visto il crescente inquinamento da plastica e la contaminazione di tutti gli ecosistemi acquatici.

Il progetto Blue Lakes ha l’obiettivo di prevenire e ridurre l’inquinamento da microplastiche nei laghi, coinvolgendo partner scientifici, associazioni, autorità competenti e istituzioni. Il partenariato è coordinato da Legambiente e completato da Arpa Umbria, Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale, Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), Università Politecnica delle Marche, Global Nature Fund e Fondazione Internazionale del Lago di Costanza in Germania.

Garda, Trasimeno e Bracciano saranno al centro del progetto Blue Lakes, che ha dimostrato come in tre anni nelle acque di questi tre laghi, sia aumentata la concentrazione media di microplastiche per km2, con polistirolo e polietilene i frammenti più diffusi.

 

Ufficio Stampa Goletta dei Laghi 2020