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La strage continua ma l’alternativa c’è

La strage continua ma l’alternativa c’è

Dopo gli olmi siberiani abbattuti in Via dei Cordaioli per lasciar posto a qualche metro di una pista ciclabile, un paio di ippocastani in Piazzetta Bernardelli per aumentare il numero degli stalli di un posteggio, determinando con i lavori eseguiti grossi danni agli apparati radicali delle piante superstiti e che si manifesteranno tra diversi anni, il filare di pini maestosi del piazzale ATP perché interferivano con l’impianto di lavaggio degli autobus (peraltro installato quando i pini erano presenti da tempo), alcuni bagolari del Piazzale della stazione centrale dei treni, i cedri e lo sconvolgimento di vaste aree della parte formale del Parco Basaglia, con alterazione del suolo, delle superfici prative e degli apparati radicali di molti alberi storici, i due platani messi recentemente a dimora nel Parco della Rimembranza e già stecchiti ora è di nuovo la volta dei cipressi del cimitero centrale.

Infatti già un anno fa si era assistito a delle barbariche amputazioni di alcuni cipressi. Quest’anno la differenza è che i rami sono stati tagliati e non strappati; il risultato comunque è analogo: si è messa a nudo parte del tronco di piante di una settantina d’anni e i tagli scriteriati resteranno visibili per il resto del loro ciclo vitale; i cipressi saranno anche più facilmente esposti ad attacchi di agenti patogeni.

Legambiente Gorizia APS ritiene che tali interventi scellerati stiano a testimoniare purtroppo ancora una volta le gravissime carenze nella gestione del verde pubblico (e spesso anche privato) della città. Si tratta di atti che rivelano totale insipienza agronomica, eseguiti probabilmente da personale non qualificato con attrezzi non idonei. Perché incattivirsi così tanto? Gorizia vanta una lunga tradizione di “città giardino” o “dei giardini”, che vediamo dimenticata sempre più spesso mentre si continua a dilapidare il patrimonio lasciatoci in eredità da antenati lungimiranti. Segnaliamo di nuovo che tuttora manca un Piano del Verde e un Regolamento comunale del verde, che dovrebbe prevedere anche delle sanzioni pecuniarie a carico di chi si rende colpevole di attentati contro il Verde cittadino. È poi sicuramente troppo esiguo il personale del servizio comunale del Verde e troppo frequente il ricorso a maestranze esterne non specializzate e non adeguatamente sorvegliate. Sarebbe auspicabile quindi una dotazione di bilancio più consistente per coprire nuovi posti in organico con personale specializzato o da formare adeguatamente.

Desideriamo poi ricordare che oltre al valore estetico regalatoci dalle piante, queste ci forniscono anche importantissimi servizi ecosistemici, non solo di mitigazione di fenomeni climatici estremi ma anche di mantenimento della biodiversità, essenziale per la sopravvivenza della specie umana sulla terra. Tali preziosi servizi sono stati anche recentemente ulteriormente riconosciuti dal Regolamento (UE) 2024/1991 sul Ripristino della Natura, che per le aree urbane stabilisce che “entro il 31 Dicembre 2030 gli Stati membri provvedono affinché non si registri alcuna perdita netta della superficie nazionale totale degli spazi verdi urbani né della copertura della volta arborea urbana”… .

Ci permettiamo di esprimere un suggerimento, per riallacciarci alle buone pratiche d’antan provenienti dalla Capitale austriaca e dare un buon esempio per il futuro: imitiamo anche a Gorizia l’esempio di Vienna, dove il cimitero centrale (Zentraler Friedhof, che si vanta d’essere il più grande d’Europa) è diventato un’area ricca di biodiversità dove, grazie all’habitat favorevole, trovano rifugio anche tante piante e animali come ad esempio il criceto comune, inserito nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate 2020!

baf-austria.at

www.friedhoefewien.at

https://www.bbc.com/future/article/20250707-the-vienna-cemetery-where-endangered-species-and-biodiversity-thrive