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Legambiente: “Chiarire la questione delle portate del fiume Isonzo!”

A proposito delle portate dell’Isonzo, sarebbe il caso di fare un po di chiarezza. Innanzitutto il Consorzio di Bonifica potrebbe spiegare come mai nel 2007 si parlava di un bacino di poco superiore al milione di metri cubi, nell’articolo del M.V. dell’11 febbraio scorso di 2.5 milioni, e addirittura nell’ultimo articolo del Piccolo del 9 marzo di ben 3-3.5 milioni! Come previsto dalla Commissione mista, la traversa di Gorizia – mai realizzata – avrebbe dovuto solo regolarizzare le portate minime rilasciate durante il giorno dalla diga di Salcano. Pertanto in mancanza d’acqua per periodi estesi, nell’arco di molti giorni o settimane, a causa di bassa intensità o assenza di precipitazioni e con l’attuale sistema di canalizzazioni l’acqua accumulata non sarebbe comunque sufficiente ne per l’agricoltura ne per altri usi.


Quello che bisognerebbe spiegare è che mediante il canale irriguo di Gorizia prima, ed canale De Dottori poi, si sottrae, soprattutto nei momenti più magri, una parte consistente di acqua al fiume rilasciandola in mare a Monfalcone dove il secondo canale sfocia; di questa, in termini di portate concesse, soltanto 1/3 circa è utilizzabile a fini irrigui mentre il resto (~ 2/3) serve ad alimentare le centraline idroelettriche.

Dai dati degli ultimi 30 giorni sappiamo che la portata minima rilasciata dal bacino di Salcano è stata sempre prossima ai 20 mc/s, acqua che però in parte è assorbita dal letto del fiume, e in parte consistente è dirottata in mare dal canale consortile. Si tratta quindi di un sistema molto dispersivo. Nei momenti siccitosi riteniamo che il Canale Dottori andrebbe chiuso dopo l’area di prelievo irriguo per far si che ci sia acqua per l’agricoltura e al contempo per la sopravvivenza del fiume, ovviamente fermando le centrali idroelettriche. Nello stato attuale pensare di poter irrigare e contemporaneamente produrre energia elettrica, crediamo sia impensabile e incompatibile con le esigenze ecologiche del fiume; e una nuova traversa, non risolverebbe di certo il problema proprio perché incapace di accumulare acqua per lunghi periodi. Invero sembra che lo scopo di un altro sbarramento sia solo quello di garantire, in condizioni idrologiche ordinarie, una portata minima di circa 23 mc/s di cui la maggior parte servirebbe a massimizzare la produzione idroelettrica, oggi limitata dagli sbalzi di portata giornalieri causati dalla diga di Salcano. Come già detto quest’acqua finirebbe comunque in gran parte in mare mediante il canale senza apportare alcun beneficio allo stato ambientale dell’Isonzo.


Luca Cadez

 

Presidente di Legambiente Gorizia